Nei primi anni di vita la vista è ancora in pieno sviluppo. Per questo, in presenza di alcuni fattori di rischio o segnali particolari, può essere utile anticipare la prima visita oculistica.
Familiarità per patologie oculari
La storia familiare è uno dei primi elementi da considerare.
Può essere opportuno programmare un controllo precoce quando genitori o fratelli presentano o hanno presentato condizioni come:
- miopia elevata o comparsa molto precocemente;
- strabismo o ambliopia;
- cataratta congenita;
- glaucoma congenito o giovanile;
- alcune patologie retiniche o oculari ereditarie.
La familiarità non significa che il bambino svilupperà necessariamente lo stesso problema, ma può indicare la necessità di controlli più precoci o ravvicinati.
Prematurità
I bambini nati prematuri, soprattutto in relazione all’età gestazionale, al peso alla nascita e alle condizioni cliniche, possono necessitare di specifici controlli oculistici.
In alcuni casi viene programmato uno screening per la retinopatia del prematuro, secondo tempistiche stabilite dal personale neonatologico e dagli specialisti.
Pupilla bianca o riflesso anomalo
La presenza di una pupilla che appare biancastra, oppure di un riflesso diverso tra i due occhi, merita una valutazione tempestiva.
Questo segno, chiamato leucocoria, può essere associato a diverse condizioni oculari e non deve essere ignorato.
Strabismo persistente
Nei primi mesi può capitare che gli occhi non sembrino sempre perfettamente coordinati. Se però un occhio devia frequentemente o in modo persistente, è consigliabile effettuare un controllo oculistico ed ortottico.
Uno strabismo precoce può infatti interferire con il normale sviluppo della visione e favorire l’ambliopia.
Difficoltà nel seguire gli oggetti
Con il passare dei primi mesi il bambino dovrebbe progressivamente iniziare a fissare e seguire volti, luci e oggetti.
Se questo comportamento visivo non compare o appare ridotto, oppure sono presenti movimenti involontari e ripetitivi degli occhi, è opportuno parlarne con il pediatra e valutare una visita oculistica.
Palpebra abbassata o altri segni oculari
Anche una ptosi importante, cioè una palpebra che copre in parte la pupilla, può ostacolare il corretto sviluppo visivo.
Altri segnali che meritano attenzione sono una lacrimazione intensa associata a forte sensibilità alla luce, una cornea che appare opaca o altri cambiamenti evidenti nell’aspetto dell’occhio.
Si può visitare un bambino di pochi mesi?
Sì. Per controllare la vista di un neonato non è necessario che sappia parlare o riconoscere lettere e immagini.
L’oculista può valutare diversi aspetti anche nei bambini molto piccoli, come il comportamento visivo, l’allineamento e i movimenti degli occhi, le pupille, il riflesso rosso e, quando necessario, il fondo oculare e la presenza di eventuali difetti refrattivi.
Quando è meglio non aspettare
In presenza di familiarità significativa, prematurità, strabismo persistente, anomalie del riflesso pupillare, difficoltà nel seguire gli oggetti o altri segni oculari sospetti, può essere opportuno anticipare il controllo.
Il pediatra può aiutare i genitori a valutare quando è indicata una visita specialistica e con quali tempistiche.
Nei primi anni la vista è ancora in fase di sviluppo: individuare precocemente un problema permette di intervenire nel momento più favorevole per la maturazione visiva del bambino.

